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    L’emanazione e l’entrata in vigore, il 18 giugno 2010, del DM Ambiente n.65/2010 ha dato piena applicazione al d.lgs 151/2005 (c.d decreto RAEE) rendendo operativo l’obbligo di ritiro dell’usato in caso di acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica (AEE). Rientrano nel campo di applicazione del DM 65/2010 tutti i: distributori, installatori e gestori di centri di assistenza tecnica di apparecchiature elettiche ed elettroniche, siano esse domestiche o professionali. Sono compresi anche tutti coloro che effettuano vendite elettroniche o televendite.

    Di seguito si riassumono gli obblighi di tali soggetti:

     Assicurare il ritiro gratuito dell’apparecchiatura usata;
     Informare gli utenti sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi apposti nei locali di vendita, con caratteri facilmente leggibili;
     Assicurare il raggruppamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sia presso il proprio punto vendita che presso altro locale appositamente adibito. Tale luogo deve avere le caratteristiche prevista dal decreto (suddivisione rifiuti pericolosi dai non pericolosi, protezione da agenti atmosferici, pavimentazione adeguata);
     Autorizzare i propri mezzi per il trasporto di tali rifiuti (RAEE) presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali in apposita categoria; ovvero affidarsi a trasportatore autorzzato. Tale autorizzazione deve essere rinnovata ogni 5 anni.
     Gestire documentazione amministrativa per la tracciabilità del rifiuto: schedario numerato progressivamente, documento di trasporto apposito, autocertificazione attestante la provenienza domestica dei RAEE (per i soli centri di assistenza tecnica).

    Sanzioni: Il trasporto di RAEE senza avere l’autorizzazione sarà punito con la sanzione prevista dall’art. 256 T.U. Ambiente per l’attività di gestione rifiuti non autorizzata (pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;
    pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti pericolosi).
    E’ invece sottoposto alla sanzione pecuniaria amministrativa di cui all’articolo 258 T.U. Ambiente da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro chiunque omette di tenere ovvero tiene in modo incompleto lo schedario di carico e scarico rifiuti (All I DM 65/2010).
    Se il registro è relativo a rifiuti pericolosi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da quindicimilacinquecento euro a novantatremila euro, nonché la sanzione amministrativa accessoria della so spensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore.

    Un ringraziamento alla Dott.ssa Raffaella Petrozzino per la stesura di questa nota esplicativa.

    Per qualunque informazione o dubbi che potete avere contattatemi pure, o attraverso il blog tramite commento o ai seguenti numeri di telefono:

    340.7092132 Raffaella Petrozzino

    347.5424105 Mauro Poggi

    Posted by Mauro @ 10:59

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